Oggi lo Stato è in grado di tutelare e risarcire le vittime del racket e dell’usura grazie ad un imponente apparato repressivo e a norme specifiche che prevedono il risarcimento dei danni subiti. A testimoniarlo ci sono migliaia di vittime che denunciando hanno potuto restituire serenità e normalità alle loro imprese soprattutto se assistite adeguatamente dalle associazioni antiracket.

Il Fondo di solidarietà
Lo Stato sostiene e incoraggia chi decide di opporsi al racket. il Parlamento ha adottato una serie di norme basate sul principio del risarcimento per tutti coloro che abbiano subito danni a causa di attività estorsive, per aver deciso di collaborare con le istituzioni per combattere il racket o di smettere di pagare il ‘pizzo’. Primo strumento per l’attuazione di tale principio, l’istituzione del Fondo di solidarietà per le vittime del racket (poi unificato con quello per le vittime dell’usura), grazie al quale chi ha subito, per essersi opposto agli estorsori, danni alla persona o alla propria impresa può ricevere, a titolo di risarcimento, un’elargizione che gli consenta di riprendere l’attività.
La materia è delegata al Commissario straordinario per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura nominato, su proposta del ministro dell’Interno, con decreto del Presidente della Repubblica, previa delibera del Consiglio dei ministri tra persone di comprovata esperienza nell’attività di contrasto al fenomeno delle estorsioni e dell’usura e di solidarietà nei confronti delle vittime.