Articolo pubblicato il 15 Marzo 2014

controllo voto F.La nostra libertà di voto oggi costa appena 50€
Se in Italia, e soprattutto in terra di mafia, i cittadini fossero effettivamente liberi di votare per chi vogliono, la qualità degli eletti sarebbe certamente migliore.
Da tempo denunciamo questa vergognosa realtà ma nessuno prende provvedimenti; evidentemente il controllo del voto torna utile a molti. Abbiamo anche scritto al Presidente Napolitano nel marzo del 2012 ma non abbiamo ricevuto risposta. Ascolta lo SPOT AUDIO _il VOTO quel segreto che la mafia conosce_(1) della campasgna
L’Art. 48 della Costituzione fra l’altro stabilisce che: Il voto è personale ed eguale, libero e segreto…
Ma in Italia il voto non è segreto a causa di un sistema di scrutinio che consente ai candidati di effettuare un controllo pressocché assoluto.
A conferma di quando andiamo dicendo è giunta di recente la “testimonianza” autorevole di Pietro Polizzi, mafioso di Campobello di Mazara TP, che in un’intercettazione spiegava alla madre:
“Mi devono dare il numero di sezione e la scuola dove vanno a votare. Appena non spuntano (i voti e le preferenze) lo vedo, non si può scappare. Non è che mi possono dire sì e poi non vanno a votare”.

Per essere eletti talvolta sono sufficienti 4 o 5 preferenze a seggio; per cui, conoscendo il numero del seggio dell’elettore i malfattori potranno facilmente controllare se la promessa dell’elettore è stata mantenuta.
Il metodo è talmente efficace e collaudato che i pacchetti di voti sono messi in vendita. Numerose indagini di polizia hanno comprovato la compravendita dei voti ed individuato il tariffario che, euro più euro meno, prevede i 50 € per un singolo voto ed lo sconto per i pacchetti di cinquecento (15.000 euro). “Duemila ora e tredicimila a cose fatte”, spiegava il boss di Campobello di Mazara al figlio Pietro Luca. “Tredicimila quando affaccia ‘u santu”, quando esce il santo, ovvero il consigliere proclamato eletto.
Pertanto chiediamo la modifica del sistema di scrutinio che se venisse effettuato unificando le urne di più seggi renderebbe impossibile il controllo del voto.

Se vuoi che il tuo voto sia effettivamente segreto vai nel riquadro in alto a destra e FIRMA ADESSO

Vai all’evento su Facebook “Petizione per la segretezza del voto”

Scarica il modulo firme controllo voto 1 di amici, parenti e colleghi e una volta completatolo invialo a info@liberofuturo.net

Invitiamo tutte le associazioni con le quali già collaboriamo e tutte quelle che si battono come  in difesa dei diritti costituzionali di condividere questa battaglia di democrazia e coiviltà.

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UN APPROFONDIMENTO SUL TEMA
Il sistema di controllo del voto è anche un antico vizio di tanti politici. In passato esisteva la preferenza multipla e agli elettori venivano consegnate delle sequenze di numeri che consentivano l’individuazione del voto in sede di spoglio. Contro quel sistema una parte del mondo politico gridò allo scandalo e condusse lotte memorabili. Oggi quasi nessuna forza politica si occupa più dell’argomento anche se nelle aule di giustizia frequentemente il fenomeno emerge anche in processi di mafia.
La legge prevede che lo scrutinio, per ragioni di celerità, si effettui nei singoli seggi dove il numero degli aventi diritto non supera le mille unità e quello dei votanti si riduce di almeno un terzo. Fin qui tutto normale; ma se si aumenta ad arte il numero dei candidati e delle liste in corsa si diminuirà automaticamente il numero di preferenze per candidato. Infatti, quelli di loro meglio piazzati prenderanno mediamente non più di 4 o 5 voti a seggio.
Pertanto, sapendo in quale seggio voterà il potenziale “sostenitore” (basta andare all’anagrafe) si potrà verificare facilmente se la promessa è stata mantenuta. Durante una delle ultime campagne elettorali siciliane un’indagine rivelò che alcuni collaboratori di un noto candidato di Palermo facevano veri e propri colloqui di lavoro a centinaia di persone promettendo posti sicuri in cambio dei voti e fotocopiando il certificato elettorale. La richiesta del certificato per farne copia serve sia ad individuare velocemente il seggio elettorale dell’elettore ma soprattutto è finalizzata ad intimidirlo ulteriormente con la minaccia del controllo in fase di scrutinio.
Questa è la ragione per cui il numero dei candidati alle elezioni comunali palermitane è addirittura raddoppiato e a Catania in una recente consultazione elettorale si è arrivati ad una scheda lunga più di un metro.
Gli anni scorsi questo problema fu posto da alcuni politici e parlamentari regionali (Arcuri, Ferro e Orlando) che predisposero un disegno di legge che modificava il metodo di scrutinio unificando i seggi e rendendo impossibile il collegamento fra l’elettore ed il suo voto; ma la loro meritoria iniziativa fu ignorata. Da allora la situazione è peggiorata progressivamente e nessun altro si è posto il problema.

Il controllo del voto era già in uso nella prima repubblica e Nanni Moretti ne “Il portaborse” spiega il sistema in uso a quei tempi. Guarda il video nel sito del Corriere

Anche i mafiosi di Bagheria parlano di compravendita durante un’intercettazione

 

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Controllo del voto e ladri di democrazia

DisOnorevole Antinoro

Mafia, politica, voto di scambio e controllo del voto

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RASSEGNA STAMPA

La Repubblica