Articolo pubblicato il 27 Luglio 2019

La recente sentenza a conclusione del primo grado del processo contro la mafia agrigentina scaturito dall’operazione Montagna condanna pesantemente molti mafiosi, assolve alcuni imputati e risarcisce i dieci imprenditori che hanno denunciato o collaborato e si sono poi costituiti parte civile.
È la prima volta, in provincia di Agrigento, che così tanti imprenditori trovano il coraggio di contrastare la mafia anche in tribunale ottenendo il risarcimento per il danno subito.
Per noi di LiberoFUTURO, risarciti in sentenza, ed in particolare per i nostri colleghi di Agrigento che hanno svolto un’azione pressante di incoraggiamento verso le vittime coinvolte e ne hanno assistito tre con il nostro ufficio legale si è trattato di un traguardo importane.
Purtroppo i media non hanno colto questo elemento di novità e, inspiegabilmente, hanno parlato soltanto delle condanne e delle assoluzioni. Ma se si vuole che in futuro prosegua l’azione di rivolta degli imprenditori si dovrà valorizzare e incoraggiare il loro riscatto più di quanto adesso non accada non ostante le previsioni di legge.
Ciò vale per i giornalisti ma soprattutto per quelle istituzioni che dovrebbero stare al fianco di tutte le vittime della mafia riconosciute in sentenza.

RASSEGNA STAMPA

LiveSicilia: Super mandamento della Montagna. Mafia, condannati e assolti I NOMI