Articolo pubblicato il 2 Maggio 2019

Oggi si è svolta la seconda udienza necessaria a concludere la lunga e lucida testimonianza dell’imprenditore di LiberoFUTURO che con la sua denuncia ha fatto scattare le indagini condotte dalla Guardia di Finanza sotto la guida della Procura di Palermo.
Una lunga e precisa testimonianza che ha ricostruito una situazione abnorme e forse unica per la gravità dei reati commessi e in particolare per le pesanti interferenze di Ferdico e dei suoi collaboratori nella gestione di un bene sottoposto a sequestro. Dalla testimonianza del nostro imprenditore è emerso inoltre con chiarezza che tali interferenze nella gestione del Centro avvenivano alla luce del sole e che tutti, anche le autorità, sapevano bene.
C’è voluto, infine, l’intervento di LiberoFUTURO che ha aiutato l’imprenditore a rivolgersi al GICO della GDF di Palermo e la conseguente indagine che ha rotto l’imbarazzante silenzio su questa vicenda tanto grave quanto inverosimile.
Il testimone, sollecitato da uno degli avvocati della difesa, ha difeso espressamente il ruolo di LiberoFUTURO che da quando è nata ha soltanto difeso oltre 300 imprenditori denuncianti e non mai favorito gli interessi mafiosi come sostiene il Prefetto di Palermo.
Noi aggiungiamo soltanto che la nostra associazione oltre ad aiutare gli imprenditori a liberarsi dall’oppressione mafiosa non ha fatto mancare critiche alle istituzioni o ai colletti bianchi che come tutti sappiamo troppo spesso commettono gravi inadempienza (vedi Portobello) o reati gravissimi (vedi ad es. Saguto e Montante).
Per la cronaca, domani alle 11 ci sarà un’altra testimonianza al processo Kelevra contro la cosca dello Jato di un nostro imprenditore al quale fu ucciso il cane di famiglia al solo fine di intimidirlo nella sua qualità di presidente di un’altra nostra associazione antiracket molto attiva in questi anni.

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