Articolo pubblicato il 26 Gennaio 2019

In questi mesi di mobilitazione a sostegno di LiberoFUTURO e delle altre associazioni colpite dalle interdittive prefettizie, abbiamo ricevuto sostegno e consenso da oltre 3000 persone che hanno sottoscritto la petizione online, da numerose associazioni come il CRESM, Poliedri di Genova, ProfessionistiLiberi, Rete NOMAFIE, Libera Genova, da TeleJato e dalla testata giornalistica Alqamah ecc.

Un ringraziamento particolare a Riccardo Agnello, Alberto Mangano e Lella Feo che hanno avuto l’idea di lanciare la petizione e naturalmente grazie anche ai tanti che si sono impegnati per la raccolta firme.

Tanta solidarietà e l’interesse dimostrato da due istituzioni come le commissioni antimafia regionale e nazionale ci incoraggiano a proseguire al fine di ottenere la riabilitazione delle nostre associazioni e di rianimare l’antimafia sociale che qualcuno pare voglia mettere all’angolo.

Pertanto vi invitiamo a promuovere e sottoscrivere  la petizione online “Immaginiamoci un futuro libero” con l’obiettivo di raggiungerre le 5000 firme e vi proponiamo alcuni dei tanti messaggi ricevuti in queste settimane sui social.

Poliedri (scuola di cittadinanza attiva)
Quaranta anni fa, il 24 Gennaio 1979, l’omicidio del sindacalista dell’Ilva genovese Guido Rossa.

Il martirio di Rossa segna la definitiva rottura tra il terrorismo e l’ambiente delle fabbriche.
Il suo martirio dice pero’ a tutti noi qualcosa di ancora più profondo: ciascuno di noi può essere coraggioso e fedele a se stesso,come lo e’ stato Rossa con il suo atto di denuncia. Questo emerge dal discorso del PdR Sergio Mattarella.
Con Guido Rossa, tanti uomini e donne del nostro Paese e nel mondo che nel silenzio hanno compiuto e compiono ogni giorno quella che Umberto Ambrosoli chiama “ostinazione civile”:

“la profonda determinazione al farsi carico della condizione della nostra società, al farsi carico al di fuori di un dovere propriamente politico e anzi al pretendere da tutti,sopratutto dal chi vive la politica semplicemente come delega che il suo ruolo politico e’ un ruolo che si sviluppa nella dimensione civica quotidiana.”

Guido Rossa e tutti gli uomini e le donne “liberi/e e forti” come lui, ci lasciano l’esempio della possibilità di rimanere liberi e attraverso la libertà di vivere la propria responsabilità senza piegarsi a facili vie d’uscita che non ci farebbero essere fedeli a noi stessi.

Ci lasciano l’esempio del “coraggio” come virtù civile che ciascuno può esercitare nella quotidianità, come i nostri studenti hanno potuto imparare dalla testimonianza di
Nicola Clemenza dell’associazione Libero Futuro antiracket e di Enrico Colajanni nel corso del modulo BENI INDIVIDUALI, BENI COLLETTIVI.

Non è eroismo. E’ gente normale che ha dovuto scegliere se resistere o ritirarsi, cioè annullare il senso del proprio ruolo. Richiamando alle parole scritte da Giorgio Ambrosoli, assassinato pochi mesi prima di Rossa, ricordiamo a noi tutti e ai nostri studenti che questo e’ una delle missioni di Poliedri: essere agenti coraggiosi di cambiamento.
Giorgio Ambrosoli: “Non posso insegnare ai miei figli a non fare, per paura, ciò che reputano giusto”.

Gianpiero Caldarella
Domani sarà il 40° giorno di sciopero della fame per Enrico Colajanni. Anni e anni di battaglia per contrastare il fenomeno del racket, centinaia di imprenditori accompagnati nel percorso di denuncia degli estortori ma nessuna marchetta a circoli politici o giudiziari, anzi, un’onestà intellettuale al limite del masochismo (col senno del poi questa parola non mi sembra esagerata) nell’esprimere la propria scomoda posizione su più casi di inchieste dubbie e ostracismi di stato (vedi i vari casi Maniaci, Saguto, Caruso, ecc). E forse anche per questo l’associazione antiracket “LiberoFuturo” di cui Enrico è uno dei fondatori sta pagando il prezzo. Le interdittive della prefettura che hanno bloccato il suo lavoro per essere messe in atto non hanno bisogno di prove ma di sospetti. Come se a far scuola fosse il tribunale dell’inquisizione. E questo sarebbe lo Stato che mostra i muscoli? Cosa aspettano per intervenire e chiarire una volta per tutte la situazione? Dicano che Enrico è un delinquente e lo sbattano in galera se ne hanno le prove, diversamente la finiscano di “consumare” le buone esperienze con la logica andreottiana del silenzio come migliore risposta. Il silenzio colpevole dei protagonisti di questa vicenda e il silenzio complice di quanti strombazzano ogni piccolo segnale di lotta alla mafia – fosse anche la stampa di una magliettina col volto di Falcone e Borsellino- come una grande vittoria mentre lasciano marcire le esperienze che hanno già dimostrato di produrre risultati. Siate onesti per una volta, cari signori, siate onesti prima di tutto con voi stessi. In un tritacarne del genere potreste finirci anche voi. E quando la legge è così lontana dalla giustizia succede che la mafia è tanto ma tanto vicina a riprendere il controllo del territorio fisico e politico. Avete nostalgia dei vari Lima, Ciancimino, Andreotti e via discorrendo? Continuate così allora. Diversamente firmate la petizione a sostegno di Enrico, s’il vous-plait

Quando si è di fronte a una matassa da dipanare è importante saper ripercorrere a ritroso il percorso del filo che si è aggrovigliato. Una cosa che sa fare benissimo Salvo Vitale. Ragione per cui consiglio la lettura di questo pezzo che non solo ci dice cosa si è “inceppato” nel sistema della lotta alla mafia ma ci lascia intravedere molto di più sul funzionamento del sistema giustizia/burocrazia in questo Paese. Ne usciremo mai? Intanto rinnovo la solidarietà ad Enrico Colajanni, giunto ormai al quindicesimo giorno di sciopero della fame.

Stefania Campo
LA MAFIA UCCIDE IL SILENZIO PURE
Cos’è e qual è la vera antimafia? Quella vera e non la cosiddetta antimafia di facciata che invece inzozza i nomi e i veri valori di chi con tutte le proprie forze e con la propria anima combatte la criminalità organizzata? Lo chiedo e me lo chiedo da giorni, seguendo la vicenda di Enrico Colajanni, fondatore dell’associazione anti racket Libero Futuro, che nelle scorse settimane, facendo un duro e prolungato sciopero della fame, ha protestato contro la decisione della Prefettura di Palermo che ha cancellato ben quattro associazioni antiracket del circuito di Libero Futuro. Il prefetto Antonella De Miro ha cancellato l’associazione di Colajanni perché figurerebbero persone vicine ad ambienti mafiosi. Un’accusa che trovo infondata e infamante e che non può non vedermi affianco a Enrico nella sua lotta, conoscendo la persona e non avendo dubbio sulla sua assoluta limpidezza e moralità, ma che mi porta allo stesso tempo ad alcune riflessioni più generali, anche rispetto al ruolo che la politica stessa sta avendo negli ultimi anni di fronte all’impegno antimafia. Anni in cui l’antimafia di gente come Antonello Montante, di Salvatore Campo e di tutti quelli che l’hanno sporcata, l’ha fatta da padrona; gente che si è dimostrata più collusa di tutti i mafiosi, ed è anche per colpa di personaggi come questi che mi chiedo proprio cosa ne sarà delle associazioni della vera antimafia. Viviamo infatti in un momento di diffidenza e sospetto, nel quale si sono minate le fondamenta di un sistema sociale e culturale fatto di anni lotte, che ha visto momenti di sensibilizzazione dentro le scuole e non solo, che ha visto le associazioni presenti nell’affiancamento delle vittime imprenditori del racket. Cosa ne sarà di queste associazioni? E di certo anche la politica non sta aiutando per nulla a ricostruire una immagine salda e di fiducia per la lotta alla mafia, gli aiuti che in passato venivano dati alle associazioni sono andati via via scemando, quindi queste non hanno più la forza di operare perché non possono mantenere le varie e necessarie figure professionali. E nel frattempo, non ultimo, la Regione Sicilia convoca le associazioni antimafia in commissione Cultura, riducendo e paragonando questo contributo alla stessa stregua dei contributi delle sagre o delle regate, svilendo di fatto il valore anche simbolico e sociale delle associazioni stesse che vengono inserite dentro il calderone degli eventi culturali. Solidarietà a Enrico Colajanni: anche se sono certa e capisco benissimo che il prefetto abbia agito secondo legalità, non posso non pensare come questa interdittiva sia frutto di macchinazione, dal momento che in questi anni il suo lavoro ha dato fastidio alla criminalità organizzata perché ha scoperchiato parecchi nervi. Trovo tra l’altro del tutto probabile che chi lavora con l’antimafia abbia un approccio con dei criminali pur non sapendolo, ed essendo questi fatti non comprovati da nessuna indagine, in situazioni di questo tipo lo Stato dovrebbe proteggere queste persone. Sono certa che Colajanni insieme alle centinaia di imprenditori che hanno avuto il coraggio di ribellarsi alla mafia non si fermerà davanti a niente ma anzi si rialzerà ed andrà avanti a testa alta. Enrico Colajanni

Michelangelo Pavia
Ricordo che la frase “la mafia non è mai stata così debole” mi risuonò come meravigliosa nel 2010, quando conobbi l’associazione Libero Futuro antiracket, appena arrivato in Sicilia. Enrico Colajanni è stato uno dei personaggi che più di altri mi ha aperto la via verso le associazioni anti-racket, in particolari per le PIVA come me con Professionisti Liberi.
Oggi la Mafia torna ad organizzarsi a Palermo e i recenti arresti lo dimostrano. Forse quella debolezza che mi era stata raccontata (anche da un Magistrato in una visita all’aula del maxi processo) è scomparsa.
Io in particolare firmo questa petizione perché credo sia importante il supporto istituzionale alle associazioni antiracket che operano nel territorio.
Leggete bene queste righe e se ritenete firmate anche voi.

Alqamah
…… Ed allora a proposito di notizie vere i nostri auguri per il 2019 li vogliamo fare ad un uomo che quasi da un mese fa lo sciopero della fame, si chiama Enrico Colajanni, un cognome importante della nostra storia siciliana, che, non già solo per la storia del cognome, non merita di essere preso, accartocciato e buttato in un cestino. Sciopera per una interdittiva che lo ha estromesso dal mondo dell’antiracket, dipingendolo quasi fosse un complice di chi tifa per la mafia. Crediamo che Enrico avrebbe meritato ben altro e siamo certi che la realtà del suo lavoro presto possa essere ripristinata. Fino a quando questo non accadrà, noi saremo al suo fianco.

Vittorio Ugo Vicari
Se esiste un modo per dirsi cittadino nel senso repubblicano e democratico del termine, tu lo hai delineato in queste settimane con chiarezza. Come vedi non direziono politicamente il tuo operato, perché certi linguaggi del corpo, del pensiero e dell’azione sociale sono trasversali a qualunque posizione o ideologia. Non sei l’unico in Italia e a livello internazionale. Penso con insistenza a Riace, ad esempio, e mi convinco sempre più che la lotta dovrebbe continuare ora nella costruzione di un sistema a rete tra tutte le manifestazioni contemporanee di disobbedienza civile. Organizzando, ad esempio, un convegno periodico, politico ed internazionale entro cui tutte le realtà ed esperienze del tuo tipo si confrontino.

Vittorio Ugo Vicari
37 giorni di digiuno, sulla strada di Gandhi, della tradizione Radicale italiana. La disobbedienza civile come arma politica, il più alto strumento che il Novecento ci abbia donato: ahimsa si dice in hindi, ahimsa.

Giuseppe Sunseri
Forza Enrico, quello che fai è giusto, è l’unico modo che ti lasciano per respingere le loro ingiustizie. Attendiamo che rivedano le loro posizioni.

Girolamo Lo Verso
Non posso esserci alla conferenza stampa ma con voi ci sono pienamente e valorosamente. Nel nostro lavoro di ricerca intervento sulla psicologia mafiosa abbiamo spesso collaborato con enrico. Serieta, rigore, passione, impegno democratico e antimafia verace ed efficace.

Natsu Shimamura
Solidarieta da Giappone per Enrico e suoi amici chi continuano a combattere su campo di battaglia piu duro e delicato!

Simona Mafai
Piena solidarietà per la battaglia che hai condotto, e per quelle future che intraprenderai.

Calogero Giorgi
Ho trovato in Libero Futuro vera ed attenta attività antimafia, auguro a voi ed tutto il mondo della legalità che questo vi sia riconosciuto, grazie ENRICO.

Chiara Morali
“SEMPRE E PER SEMPRE DALLA STESSA PARTE MI TROVERAI “…grazie Enrico per tutto quello che hai fatto e che fai. Aspettiamo con te! E grazie per la tua serietà e determinazione ma anche per il tuo equilibrio. Un abbraccio forte

Solidarietà da Libera Genova!!!
Resistere! Resistere!
Resistere!

Rita Barbera
Bravo Giuseppe…chiarissimo. Sono convinta anch’io che queste leggi ,pur nello sforzo autentico di combattere il fenomeno,tuttavia hanno un bisogno continuo di revisioni. Non fosse altro perché i corrotti e i maiosi hanno una capacità incredibile di aggirarle giuridicamente è gli amministratori ci sentiamo degli imbecilli strozzati da leggi e procedure ai limiti della follia. ..e inutili! !

Adriana Saja
Io non potrò esserci perché in India…Ma continuo imperterrita lo sciopero della fame (internazionale 😘)

Fabrizio Cavallaro
Chi conosce o ha conosciuto Enrico, anche solo per qualche minuto, non può che aderire alle sue battaglie e giurare sulla sua trasparenza. Ma poi i social ed Enrico Colajanni fino a qualche anno fa erano sciarriati !!!

Giancarlo Lupo
“Ho iniziato il mio digiuno solidale contro i provvedimenti interdittivi che hanno colpito ingiustamente LiberoFUTURO (e altre tre associazioni) 60 ore fa.
Oggi interrompo per motivi personali (che richiederanno tutte le mie energie).
Sarò ancora vicino a Enrico nella sua/nostra battaglia e ritengo che questa forma di protesta (digiuno a staffetta) debba continuare finché non ci saranno risposte credibili da parte delle istituzioni.

Salvatore Castiglione
Attendiamo con ansia l’esito spero che capiscano bene il grande supporto che avete dato a tantissimi inprenditori e aiutarli nel loro percorso incoragiandoli e confortarli con grande professionalita e grande conpetenza del fenomeno della cancrena che a aflitto e forse ancora afligge i siciliani forza grande Enrico e tutta l’assicurazione

Ivo De Blasi
Enrico Colajanni continua a digiunare, perché le autorità stanno modificando una norma che tutela chi denuncia gli estortori, di fatto diminuendo o annullando, in molti casi, la tutela. Significa distruggere uno strumento, che negli ultimi anni ha portato molti imprenditori a denunciare il racket.
Un modo di contribuire è quello di firmare la petizione di cui sotto.

Marco Di Mauro
Volevo ringraziare tutti per gli auguri ricevuti…grazie mille veramente!! Vi chiedo però anche un piccolo gesto che per me vale più di un regalo: vi chiedo di condividere con i vostri contatti questo link perché in molti devono sapere come vengono trattati gli Eroi in Sicilia. Persone che si battono contro le mafie esponendo se stessi e le loro famiglie a pericoli immensi vengono buttati nei tritacarne infamanti mediatici per essere screditati. Io ho visto di persona cosa e come lavorano questi Eroi che spingono gli imprenditori a denunciare chi li ricatta, che si battono da anni contro il pizzo in Sicilia, che non hanno paura di quella enorme montagna di merda che é la mafia….e vi posso garantire che non é per niente semplice né tantomeno remunerativo. Quindi fatemi ( e fatevi) un regalino: condividete questo video e scoprirete perché é importante parlarne. Un bacione a tutti e tutte.

Angelo Valenti
Certo che alla lunga l’onestà di intenti di Libero Futuro sarà definitivamente chiarita, e sollevato per la tua decisione, ti abbraccio e ti ringrazio per la tua azione che si è rivelata incisiva, malgrado il disinteresse generale rispetto ai temi sociali che ormai ci circonda!

Video Michela Chimenti e Alberto Botta
https://www.facebook.com/1481058494/posts/10217893074666778/