Articolo pubblicato il 24 Gennaio 2019

La Rete NOMAFIE, di cui fa parte anche LiberoFUTURO, fa un primo bilancio dell’azione di protesta condotta da Colajanni e condivisa dall’intero movimento e rilancia la raccolta firme per la petizione che sono già più di 3100. Se non lo hai ancora fatto FIRMA anche tu in un minuto “Immaginiamoci un futuro libero”

COMUNICATO STAMPA
Dopo le audizioni in Commissione antimafia regionale e nazionale, Colajanni interrompe lo sciopero della fame.

Dopo l’audizione avvenuta la scorsa settimana di una delegazione di Rete No Mafie da parte della Commissione antimafia siciliana e la successiva convocazione da parte della Commissione nazionale antimafia di Enrico Colajanni e Nicola Clemenza, entrambi dirigenti delle associazioni antiracket Libero FUTURO attive nella Sicilia occidentale, Colajanni ha deciso di interrompere lo sciopero della fame che portava avanti ormai da 45 giorni, per protestare contro la paradossale cancellazione di quattro associazioni dall’elenco delle associazioni antiracket affidabili da parte delle prefetture di Palermo e Trapani. Si tratta, come abbiamo denunziato nei numerosi comunicati diffusi in questi mesi, di iniziative burocratiche allarmanti, adottate in virtù di una legislazione che doveva essere emergenziale e che, attraverso le interdittive, consente alle prefetture iniziative che dovrebbero essere di pertinenza della Magistratura.
“Senza alcuna prova e sulla base di semplici sospetti” sostiene Salvatore Giuffrida, presidente della Federazione Rete No Mafie alla quale aderiscono le associazioni LiberoFUTURO “si mettono a repentaglio dieci anni di intensa attività, grazie alla quale sono state prodotte più di trecento denunce in quella parte della Sicilia nella quale subire in silenzio le estorsioni è la regola. I responsabili delle prefetture in questione non si rendono conto del messaggio devastante che viene mandato agli imprenditori i quali, dopo questi fatti, si guarderanno bene dal denunciare. Se a questo aggiungiamo le misure punitive e giustizialiste introdotte dalla Regione Siciliana relative al sostegno economico alle associazioni antiracket, per cui da mesi chiediamo inutilmente un incontro col Presidente Musumeci, le prospettive per il movimento antiracket sono desolanti. Per questo sin dall’inizio abbiamo sostenuto la battaglia civile di Enrico, persona perbene che ha voluto sporcarsi le mani dando un esempio concreto di che cosa significa contrastare la mafia in questa terra martoriata.”
Colajanni, dal canto suo, ha interrotto per il momento lo sciopero della fame perché ritiene che le recenti audizioni presso le due commissioni antimafia, dopo mesi di denunce inascoltate, sono segnali importanti di una nuova attenzione di una parte della politica. ” Tuttavia, ha dichiarato, ci aspettiamo iniziative concrete dalle due commissioni. Se le nostre aspettative andassero deluse, altri attivisti sono già pronti a riprendere lo sciopero della fame in una sorta di staffetta della legalità perchè la nostra onorabilità non può essere messa in discussione e, soprattutto, non possiamo abbandonare gli imprenditori che in questi anni si sono affidati a noi”.

Nel frattempo continua la petizione a sostegno della nostra battaglia sulla piattaforma change.org, che ha già superato le tremila firme:
https://www.change.org/p/commissione-antimafia-nazionale-immaginiamoci-un-futuro-libero-dal-racket-insieme-con-colajanni-e-liberofuturo-2330e6dd-d27b-4488-ab13-6725e0bb2333

25 gennaio 2019
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