Articolo pubblicato il 8 Gennaio 2019

Giorno 15 gennaio La Commissione antimafia presieduta da ClaudioFava ascolterà in audizione la nostra Federazione insieme ad altre associazioni antiracket siciliane sui gravi problemi delle associazioni e noi in particolare saremo ascoltati anche in merito ai provvedimenti interdittivi che hanno azzerato il nostro movimento in Sicilia occidentale.
La nostra RETE insieme ad altre associazioni come il CRESM e ProfessionistiLiberi ha promosso una petizione in difesa delle associazioni interdette che ha già raccolto 2850 sottoscrizioni.

COMUNICATO della RETE NOMAFIE
Sciopero della fame di Enrico Colajanni
Annunciata audizione presso la Commissione regionale antimafia

Si apre uno spiraglio nella vicenda che vede il nostro associato Enrico Colajanni, esponente dell’Associazione Libero Futuro di Palermo, protagonista di uno sciopero della fame giunto al 32° giorno per protestare contro la sconcertante cancellazione di quattro associazioni antiracket nelle provincie di Palermo e Trapani. L’on. Claudio Fava, presidente della Commissione regionale antimafia, ha infatti prontamente accolto la nostra richiesta di audizione fissata per il prossimo 15 gennaio. Sarà l’occasione per esporre le gravi preoccupazioni sul futuro delle associazioni antiracket esposte alle disattenzioni e, in taluni casi, ad atteggiamenti giustizialisti da parte delle Istituzioni.

A dimostrazione della perdurante disattenzione delle Istituzioni, riportiamo di seguito le considerazioni esposte nel nostro comunicato dello scorso 27 dicembre 2018, che continuano a essere attuali e senza risposta.

“In Sicilia c’è un Presidente della Regione che è stato anche presidente della Commissione regionale antimafia e in diverse occasioni ha detto un gran bene delle associazioni antiracket siciliane, ma la sua assemblea regionale – probabilmente a sua insaputa – ne ha decretato la soppressione con una norma demenziale. Pur essendone stato richiesto lo scorso 5 settembre, questo presidente non ha ancora avvertito l’urgenza di incontrare le associazioni.

In Sicilia ci sono due prefetture che, usando con grande disinvoltura lo strumento delle interdittive antimafia, hanno cancellato dai propri elenchi quattro associazioni antiracket, ignorando le 300 denunce per estorsioni che queste associazioni hanno prodotto negli ultimi dieci anni in territori ad alta densità mafiosa.

In Italia c’è un Ministro dell’Interno che, invece di prendersela con poveracci inermi, dovrebbe impegnarsi con più lena a rigettare in mare le migliaia di mafiosi che sono il vero problema della nostra Nazione. Anche a lui abbiamo esposto le nostre ragioni e le nostre grandi preoccupazioni per il futuro di un movimento che ha dimostrato di sapersi sporcare le mani e fronteggiare con successo le organizzazioni mafiose, ma dal 12 dicembre non abbiamo ancora avuto alcun cenno di risposta.”

Nel contempo è stata lanciata una petizione Immaginiamoci un futuro libero dal Racket sulla piattaforma di change.org ha già raggiunto alcune migliaia di adesioni.
Per aderire:
www.liberofuturo.net
https://www.facebook.com/events/1214291595394919/

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Palermo, 8 gennaio 2019