Articolo pubblicato il 2 Gennaio 2019

La Federazione RETE NOMAFIE che sostiene la protesta di Enrico Colajanni contro le interddittive antimafia emesse dalle Prefetture di Palermo e Trapani sta collaborando alla raccolta firme per la petizione “Immaginiamoci un libero futuro” che si puo sottoscrivere in un minuto. Di seguito il comunicato inviato dalla Rete nei giorni scorsi.

Continua lo sciopero della fame di Enrico Colajanni. sosteniamo la petizione online

In Sicilia c’è un Presidente della Regione che è stato anche presidente della Commissione regionale antimafia e in diverse occasioni ha detto un gran bene delle associazioni antiracket siciliane, ma la sua assemblea regionale – probabilmente a sua insaputa – ne ha decretato la soppressione con una norma demenziale. Pur essendone stato richiesto lo scorso 5 settembre, questo presidente non ha ancora avvertito l’urgenza di incontrare le associazioni.

In Sicilia ci sono due prefetture che, usando con grande disinvoltura lo strumento delle interdittive antimafia, hanno cancellato dai propri elenchi quattro associazioni antiracket, ignorando le 300 denunce per estorsioni che queste associazioni hanno prodotto negli ultimi dieci anni in territori ad alta densità mafiosa.

In Italia c’è un Ministro dell’Interno che, invece di prendersela con poveracci inermi, dovrebbe impegnarsi con più lena a rigettare in mare le migliaia di mafiosi che sono il vero problema della nostra Nazione. Anche a lui abbiamo esposto le nostre ragioni e le nostre grandi preoccupazioni per il futuro di un movimento che ha dimostrato di sapersi sporcare le mani e fronteggiare con successo le organizzazioni mafiose, ma dal 12 dicembre non abbiamo ancora avuto alcun cenno di risposta.

Ma in Sicilia c’è anche chi non si rassegna ai silenzi del potere, ed è per questo che Enrico Colajanni, animatore delle associazioni di LIBERO Futuro cancellate dagli elenchi prefettizi, da 20 giorni ha iniziato lo sciopero della fame per richiamare l’attenzione delle Istituzioni. Nel contempo è stata lanciata una petizione Immaginiamoci un futuro libero dal Racket sulla piattaforma di change.org che in poche ore ha già raggiunto alcune migliaia di adesioni.