Articolo pubblicato il 27 Dicembre 2018

Prosegue la protesta di Enrico Colajanni contro i provvedimenti prefettizi che hanno colpito ben quattro associazioni del nostro circuito. A sostegno del suo sciopero della fame alcune persone e associazioni che lo sostengono hanno lanciato una petizione online che ha già raccolto oltre 1300 adesioni. Inoltre, due parlamentari di 5Stelle, l’On. Piera Aiello e il Sen. Mario Giarrusso, si sono impegnati a portare le ragioni di questo sciopero della fame in Commissione antimafia nelle prossime settimane.
Ecco cosa scrive Colajanni su Facebook:
“Dall’otto dicembre ho iniziato lo sciopero della fame per protestare contro le ingiuste decisioni della Prefettura di Palermo che hanno portato alla cancellazione di ben quattro associazioni antirachet del circuito di LiberoFUTURO con l’accusa tanto infondata quanto infamante di aver favorito interessi mafiosi assistendo imprenditori sospettati di collusioni con la mafia.
In verità le nostre associazioni in dodici anni hanno assistito oltre trecento imprenditori e e ancora oggi sono in corso una decina di processi nei quali siamo costituiti parte civile a fianco di imprenditori da noi assistiti.
Inoltre, nessuno degli imprenditori indicati nei provvedimenti prefettizi ha procedimenti in corso o è indagato per reati di mafia mentre invece tutti loro hanno collaborato con le forze dell’ordine denunciando mafiosi anche più volte. Fra i nomi indicati nell’interdittiva spicca quello dei Virga di Marineo che LiberoFUTURO, negli anni, ha accompagnato ben tre volte a denunciare e assistito in cinque diversi processi contro mafiosi ed estortori.Nelle varie sentenze furono riconosciuti come vittime e risarciti e successivamente la Procura di Palermo concesse loro il nulla osta per accedere al Fondo di solidarietà per le vittime di mafia.
Due mesi dopo la Saguto dispose il sequestro dei loro beni ma a testimoniare al loro favore alle misure di prevenzione andarono ben due Colonnelli dei Carabinioeri e un dirigente di Polizia che aveva collaborato con Cassarà negli anni ottanta.
Pertanto, escludendo che i provvedimenti adottati contro le nostre associazioni siano il frutto di errori commessi da burocrati incompententi, ritengo che le ragioni di tanto accanimento siano altre. LiberoFUTURO, infatti, non si è limitata a promuovere la denuncia e ad assistere le vittime di estorsione ma ha anche sempre denunciato le malefatte o i gravi errori che talvolta anche le istituzioni commettono. Come fu, ad esempio, nel caso dell’interdittiva alla ditta che stava realizzando il passante ferroviario a Palermo. Noi allora ci opponemmo e oggi scopriamo che a proporre quel provvedimento fu proprio il Colonnello della DIA D’Agata che oggi è in galera con Montante.
Successivamente sostenemmo Maniaci, TeleJato e il Prefetto Caruso che con le loro denunce hanno scoperchiarono il verminaio delle Misure di prevenzione di Palermo.
Sta di fatto che Caruso, Maniaci e adesso anche LiberoFUTURO siamo finiti nel tritacarne istituzionale di chi non perdona i disobbedienti.”

Hai un minuto per aiutare LiberoFUTURO e le altre associazioni azzoppate ingiustamente dalla Prefettura?

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Per saperne di più su questa brutta storia leggi questo articolo di Salvo Vitale

Rassegna stampa:
GDS online: Palermo, lo sciopero della fame di Colajanni: “Presto audizione in commissione antimafia”

LiveSicilia: La protesta di Libero Futuro. “Cacciati perché diamo fastidio”

Antimafiaduemila: Immaginiamoci un futuro libero dal Racket. Insieme con Colajanni e LiberoFuturo