Articolo pubblicato il 15 maggio 2018

Oggi al tribunale di Marsala, al processo Visir ha testimoniato il presidente dell’associazione antiracket di Partinico LiberJato Francesco Billeci che aveva subito e immediatamente denunciato un tentativo di estorsione per un lavoro pubblico a Marsala.

Nell’udienza precedente a testimoniare sono stati il fratello Salvatore Billeci ed il loro dipendente Pietro Rappa, anche loro membri di LiberJato. Testimonianze esemplari e senza alcuna esitazione non ostante siano trascorsi molti anni dal tentativo di estorsione.

Nella lunga testimonianza Francesco Billeci ha risposto con assoluta precisione ricostruendo i fatti e riconoscendo il suo estortore che ascoltava da dietro le inferriate. Quando gli avvocati difensori degli imputati hanno provato a farlo cadere in contraddizione ha risposto con precisione ricostruendo anche il momento della denuncia quando, dopo aver consultato Enrico Colajanni di LiberoFUTURO, contattarono la Squadra mobile di Trapani dove poi si recarono insieme per verbalizzare la denuncia.

In queste settimane Billeci è anche impegnato come vittima nel processo Kelevra a Palermo a causa dell’uccisione del suo cane per mano della mafia partinicese. In quest’altro processo a testimoniare sono stati chiamati anche la moglie di Billeci e l’imprenditore Bernardo Taormina di LiberJato.

Un impegno antimafia corale, indiscutibile e costante negli anni quello dell’associazione LiberJato per cui appare francamente inverosimile l’accusa formulata dalla Prefettura di Palermo di trattarsi di “associazione infiltrata dalla mafia” (sic!)

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