Articolo pubblicato il 18 aprile 2018

 Quando più di due anni fa LiberoFuturo accompagnò alla denuncia l’imprenditore che operava dentro il centro commerciale di Carini si avviarono le brillanti indagini della Gdf che portarono all’arresto di cinque persone.

Il malaffare fu estromesso dal Centro commerciale che era sotto amministrazione giudiziaria ma versava in gravi difficoltà economico gestionali.

Adesso l’ex Portobello è chiuso e noi che ci eravamo fatti carico della responsabilità di denunciare le illegalità che peraltro avvenivano alla luce del sole abbiamo deciso di organizzzare un gruppo di imprenditori disposti a rilanciarlo nel segno della legalità.

(nella foto Ferdico e Montes nel centro commerciale)

Da Live Sicilia – Riccardo Lo Verso
L’agonia del centro Portobello “Salviamo il bene confiscato”

La struttura è in rovina. Un gruppo di imprenditori pronto a investire

PALERMO – Salvare il centro commerciale. Strappare il “Portobello” di Carini dall’agonia. Il progetto che coinvolge una dozzina di imprenditori porta la firma di Salvatore Melia, il direttore del centro che con le sua denuncia fece emergere uno spaccato di presunta malagestio.

Sotto inchiesta sono finiti in cinque – hanno già ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini – compresi Giuseppe Ferdico e il commercialista e amministratore dei beni dell’imprenditore, Luigi Miserendino.

Nonostante la confisca di primo grado subita, Ferdico avrebbe continuato a gestire una parte dei beni grazie alla complicità di alcuni prestanome e dell’amministratore giudiziario nominato dal Tribunale.

Dal giorno del blitz, nell’ottobre 2017, si è assistito al declino della struttura. Dei ventitré negozi, solo in quattro sono ancora aperti. Da qui l’idea venuta a Melia, che oggi vive sotto protezione, in collaborazione con l’associazione Libero Futuro che lo ha accompagnato nel percorso di denuncia.

“Non potevamo passare l’idea – spiega il presidente dell’associazione antiracket, Enrico Colajanni – che fossimo noi a creare disoccupazione. Demoliamo le associazioni criminali, ma non facciamo andare i beni in malora”…..SEGUE