Articolo pubblicato il 16 novembre 2017

Una testimonianza esemplare e coraggiosa quella di Francesco Billeci, presidente di LiberJato, nell’udienza di oggi del processo contro la mafia di Borgetto denominato Kelevra. Un racconto toccante del rapporto affettivo suo e della sua famiglia con quel cane trovato per strada e adottato con amore fino al giorno della sua uccisione con un potente veleno.
Una lunga testimonianza durante la quale Billeci ha ripercorso le tappe importanti di LiberJato a fianco di LiberoFUTURO e a sostegno di numerose vittime che dal 2012 a oggi ha accompagnato alla denuncia e nei processi. Naturalmente ha raccontato dei numerosi atti intimidatori subiti da lui e dagli altri imprenditori legati all’associazione e finalizzati con certezza a interrompere l’attività antiracket e antimafia condotta con determinazione e ottenendo discreti risultati.
In particolare Billeci ha parlato della lettera anonima ricevuta nel 2012 in cui si diceva di smetterla con l’associazione, che avevano rotto …. e amenità del genere. Infine i mafiosi concludevano scrivendo “sappiamo che fai colazione con Amato tutte le mattine al bar La Fontana. Come a dire, sappiamo dove e con chi vai e ti possiamo colpire in ogni momento.
Naturalmente Billeci ha raccontato della sua denuncia del 2011 a Marsala dalla quale è finalmente scaturita l’operazione Visir che di recente ha mandato in galera numerosi mafiosi vicini a Messina Denaro.
In udienza oggi si è anche parlato del recente provvedimento prefettizio che ha escluso LiberJato dall’albo delle associazioni antiracket in quanto infiltrata dai mafiosi e a quel punto la situazione è divenuta surreale. Dietro le sbarre c’erano i mafiosi accusati di aver ucciso il cane di Billeci senza pietà al fine di intimorire lui e la sua associazione mentre a pochi metri da loro Billeci spiegava, con evidente amarezza, quanto fosse sbagliato il provvedimento prefettizio che penalizzava l’associazione per infiltrazioni mafiose (sic.).
Facciamo i complimenti a Billeci e gli auguriamo di proseguire l’ottima attività fin qui svolta con LiberJato.

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