Articolo pubblicato il 25 ottobre 2017

La Mafia di Marsala decimata dagli arresti a conclusione di una lunga indagine dei Carabinieri dovrà adesso affrontare il processo che è stato fissato dal Giudice per il 21 dicembre 2017 a Palermo.
Quattordici mafiosi e presunti tali imputati di vari gravi reati da una parte e, dall’altra, una sola parte lesa che denunciò la tentata estorsione subita nel 2011 mentre realizzava un’opera pubblica. In quell’occasione gli imputati, evidentemente abituati ad agire spavaldamente, non capirono che stavano tentando di estorcere denaro all’azienda de Francesco Billeci Presidente dell’associazione LiberJato di Partinico che li avrebbe certamente denunciati come poi puntualmente fece insieme al fratello ed un dipendente accompagnati da LiberoFUTURO.
Dopo anni di indagini adesso si arriva finalmente al processo e noi ci chiediamo se le intimidazioni subite negli anni successivi alla denuncia da Billeci non siano da ricollegare a quella vicenda. Billeci infatti intorno al 2013 ricevette una pesante lettera anonima (“statti attento cu sta associazione antiracket, ti devi dimettere, te ne devi andare da Borgetto”) e poi addirittura subì l’uccisione del proprio cane. Per quest’ultima vicenda egli è riconosciuto come vittima e si è costituito parte civile nel procedimento denominato Kelevra che è in corso e che vede imputati i mafiosi di Borgetto.
Associazioni come LiberJato ce ne vorrebbero tante, soprattutto in provincia di Trapani dove la mafia è ancora molto forte e il coraggio di ribellarsi da parte degli imprenditori è merce rara.

RASSEGNA STAMPA
TP24: Il clan Messina Denaro tra Mazara, Petrosino e Marsala. 14 arresti. Nomi e particolari.
“….C’è stata anche una tentata estorsione di Michele Giacalone ai danni di un imprenditore di Partinico. Michele Giacalone è un imprenditore “da sempre inserito in un contesto mafioso” dicono gli investigatori. “Abbiamo monitorato un’estorsione ad un imprenditore di Partinico, Billeci, che era presidente dell’associazione antiracket locale. Per fortuna Billeci ha denunciato, e la sua denuncia è stata riscontrata dalle intercettazioni. Giacalone chiedeva a Billeci di assumere alcune persone di Marsala, e di rifornirsi in alcuni impianti indicati da lui. Billeci si è opposto. E poi Giacalone ha chiesto un contributo in denaro, altrimenti il lavoro non si poteva eseguire. E’ la classica regola mafiosa che vuole che l’imprenditore fuori zona lasci il pizzo alla famiglia mafiosa del posto”. Billeci ha preso tempo. L’appalto riguardava i  i lavori di rifacimento di Piazza Matteotti, a Marsala. Grazie alla netta resistenza dell’imprenditore e alle sue denunce, l’estorsione non è andata in porto. Ma il settore degli appalti pubblici continua ad essere di interesse di Cosa nostra….SEGUE

NOSTRI PRECEDENTI
PRESIDENTE LIBERJATO DENUNCIO’ A MARSALA
LIBERJATO E BILLECI SU TGR