Articolo pubblicato il 1 agosto 2017

Il Procuratore Sergio Lari su The New Yorker lancia un grave allarme sui rischi che lui stesso corre per aver perseguito i reati di Saguto e company in uno dei più gravi scandali giudiziari della storia d’Italia. Naturalmente esprimiamo solidarietà piena al Dr. Lari e ci preoccupiamo anche per tutti coloro, noi compresi, che in questi anni si sono espressi pubblicamente contro le malefatte della Saguto e in difesa di quei pochi che denunciavano pubblicamente fatti e misfatti attinenti il sistema sequestri e confische.
Basti pensare all’ex direttore dell’Agenzia dei bani confiscati Prefetto Caruso che fu messo sotto accusa dalla Commissione antimafia o al giornalista Pino Maniaci che è accusato di inverosimili estorsioni.

ANSA “Lari, mi odiano mafiosi e antimafiosi”

(ANSA) – PALERMO, 31 LUG – “Prima i mafiosi mi odiavano. Ora mi odiano gli anti-mafiosi. Un giorno mi troverete morto per strada, e non saprete chi è stato”. E’ quanto afferma l’attuale procuratore generale di Caltanissetta, Sergio Lari, nel corso di un articolo pubblicato sull’ultimo numero del settimanale statunitense “The New Yorker”, a firma di Ben Taub. A lungo procuratore capo nella stessa città e artefice di numerose inchieste – tra cui quella riguardante alcuni magistrati della Sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, guidata da Silvana Saguto, attualmente sotto processo a Caltanissetta – Lari spiega che proprio questa indagine gli ha procurato molti nemici nella magistratura e nella politica. “Il giudice Saguto – aggiunge – era considerata una sorta di Falcone della Sezione misure di prevenzione e si presentava come una specie di eroina”.

The New Yorker “Un giorno mi troverete morto e non saprete chi è stato”