Articolo pubblicato il 4 marzo 2017

Forse è la prima volta che un’associazione animalista “Progresso Morale di Alessia Ada Gaeta” si sia costituita parte civile in un processo di mafia. Il processo è quello scaturito dall’operazione Klevra che nel 2016 ha colpito la cosca di Borgetto accusata di vari reati fra cui quello di aver avvelenato vilmente e a scopo intimidatorio il giovane cane Jack di uno dei fondatori dell’associazione antiracket LiberJato, attiva da oltre 4 anni nel partinicese e collegata al circuito di LiberoFUTURO e della neonata rete NOMAFIE.

Un atto di grande brutalità da parte dei mafiosi ma soprattutto un’intimidazione particolarmente preoccupante perchè rivolta non solo alla singola persona ma a tutta l’organizzazione affinchè desista dalla sua azione di stimolo alla denuncia.
Naturalmente la nostra risposta, a fianco di Francesco Billeci ed a LiberJato, sarà quella di intensificare gli sforzi affinchè aumentino le denunce degli estortori e siano isolate le cosche e le loro imprese.

Il giovane Jack

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Dal Giornale di Sicilia