Articolo pubblicato il 22 febbraio 2014

Bagheria_Cosanostra1Le recenti vicende di Mafia a Bagheria così come i racconti del collaboratore di giustizia Flamia sono costellate di eventi funerei.

Prima i due cadaveri dei mafiosi siculo canadesi ritrovati bruciati e abbandonati in campagna, poi i racconti di decine di delitti avvenuti negli anni e adesso la scoperta della spaventosa e speculativa gestione del cimitero dove il pizzo lo pagavano pure i morti.
Da questa “fortunata” indagine dei Carabinieri è emersa una pervasiva presenza mafiosa con effetti devastanti sulle condizioni di vita dell’intera comunità bagherese.

Tutti i cittadini e gli imprenditori onesti di Bagheria e dintorni colgano l’occasione che sta offrendo l’azione repressiva dello Stato per denunciare tutto ciò che sanno delle malefatte mafiose e si stringano intorno ai numerosi imprenditori che stanno collaborando e denunciando.

Cimitero di Bagheria, bare e resti umani
bruciati per fare spazio ai «nuovi arrivi»
Macabra scoperta dei carabinieri, aperta un’inchiesta
Denunciati tre comunali che lavorano al camposanto
I magistrati seguono anche la pista mafiosa


PALERMO – Non c’è più spazio per i nuovi arrivi e così, al cimitero di Bagheria, vecchie bare e resti umani, alcuni non ancora decomposti, vengono bruciati. È la macabra scoperta fatta nel camposanto della cittadina a pochi chilometri da Palermo. I carabinieri del Comando provinciale hanno trovato centinaia di bare accatastate tra il muro perimetrale e alcune cappelle private, a ridosso delle quali vi erano, ancora fumanti, le braci di fuochi che, durante la notte, avevano incendiato anche resti umani e ossa.

AREE SOTTOPOSTE A SEQUESTRO – Le aree teatro della vicenda, dove sono stati rinvenuti anche parti non ancora decomposte di corpi umani ed effetti personali perfettamente integri, sono state sottoposte a sequestro. I carabinieri, coordinati dalla Procura di Termini Imerese, hanno aperto un’indagine per vilipendio, soppressione di cadavere, danneggiamento seguito da incendio e gestione incontrollata di rifiuti speciali. Tre i denunciati: si tratta di dipendenti comunali in servizio al cimitero.

SI SEGUE ANCHE LA PISTA MAFIOSA – Si segue anche la pista delle infiltrazioni mafiose. Ne ha parlato recentemente il collaboratore di giustizia Sergio Flamia, che sta ricostruendo gli ultimi trent’anni di storia criminale in un mandamento dominato dagli uomini di Bernardo Provenzano. Flamia ha svelato i retroscena di un attentato ai danni dell’impresa di pompe funebri di Antonino Mineo nell’ottobre 2012. Lo stesso Flamia avvicinò Mineo per imporgli di limitare la sua attività ai servizi del funerale, senza più occuparsi degli adempimenti cimiteriali di interesse della «compagine», cioè della cosca mafiosa di Bagheria. Gli investigatori sospettano tra l’altro che la mafia decidesse l’estumulazione delle tombe per controllare un mercato dei loculi e delle aree per la costruzione di cappelle private. Ora si sta cercando di accertare se lo smaltimento delle bare in modo improprio sia riconducibile alle infiltrazioni mafiose al cimitero.

IL SINDACO: «LOCULI INSUFFICIENTI» -I carabinieri hanno ascoltato il dirigente dei lavori pubblici Laura Picciurro, il responsabile del cimitero Paolo Aiello e il sindaco Vincenzo Lo Meo. «Hanno contestato alcune ipotesi di reato come lo smaltimento improprio dei residui delle estumulazioni», dice il primo cittadino, «Dopo 40 anni di permanenza del loculo il nostro regolamento prevede che quello che resta nelle bare venga messo in una cassetta per consentire nuove tumulazioni. Il tasso di mortalità supera il numero dei loculi che abbiamo a disposizione». «Siamo al servizio delle forze dell’ordine a 360 gradi e forniremo ogni tipo di collaborazione. Verificheremo e saremo vigili», ha aggiunto il primo cittadino, «al momento abbiamo solo accelerato quanto già in programma, relativamente alla rotazione del personale così come previsto dalla legge anticorruzione e cambiato il personale: già da oggi l’ufficio cimiteriale ha un nuovo responsabile e nuovo personale».