Articolo pubblicato il 4 febbraio 2014

Giuseppe-Caruso2C’è chi è morto per fare la lotta alla Mafia e chi si è fatto i patrimoni. Adesso che il prefetto Caruso ha iniziato a far luce si cambi strategia e si torni alla legalità al più presto.
In un recente incontro pubblico organizzato dal PD a Misterbianco con il Prefetto Caruso ed il sottosegretario Beretta si è tornato a parlare dell’insostenibilità della gestione attuale dei beni confiscati e dell’insostenibilità della necessità di voltare pagina, come riportato dal Giornale di Sicilia:

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Adesso vengono azzerati gli amministratori giudiziari. L’ultimo è stato il palermitano Nicola Ribolla che dal dicembre del 2007 ha gestito il patrimonio, da poco passato allo Stato, di Giuseppe Grigoli, il “re dei supermercati”.

Uguale sorte è toccata precedentemente ad altri “big” dell’amministrazione giudiziaria in Sicilia, Gaetano Cappellano Seminara, Andrea Dara, Luigi Turchio.

Per il direttore dell’Agenzia nazionale dei beni confiscati alla criminalità organizzata, Giuseppe Caruso, alla base ci sarebbe una gestione privata per costruire vitalizi che si andrebbero a sommare alle parcelle d’oro già attualmente percepite dagli amministratori giudiziari. Il prefetto non nasconde le criticità che incontra nella gestione dei patrimoni di Cosa nostra, manifestando rabbia e amarezza: “Alcuni hanno ritenuto di poter disporre dei beni confiscati come “privati” su cui costruire i loro vitalizi. Non è normale che i tre quarti del patrimonio confiscati alla criminalità organizzata siano nelle mani di poche persone che li gestiscono spesso con discutibile efficienza e senza rispettare le disposizioni di legge.

La rotazione nelle amministrazioni giudiziarie è prevista dalla legge così come la destinazione dei beni dovrebbe avvenire entro 90 giorni o al massimo 180 mentre ci sono patrimoni miliardari, come l’Immobiliare Strasburgo già del costruttore Vincenzo Piazza, da 15 anni nelle mani dello stesso professionista che, per altro, prendeva al tempo stesso una parcella d’oro (7 milioni di euro) come amministratore giudiziario e 150 mila euro come presidente del consiglio di amministrazione. Vi pare normale che il controllore e il controllato siano la stessa persona?”.

Non ha tardato ad arrivare la replica dell’avvocato Gaetano Cappellano Seminara: “Faccio questo lavoro da 28 anni con uno studio di 35 professionisti formati per farlo e non mi sembra che i nuovi amministratori siano stati nominati dall’Agenzia con criteri obiettivamente diversi da quelli utilizzati dal tribunale considerato che non esiste un albo e spesso si tratta di persone che non hanno esperienza e cultura di amministrazione giudiziaria. A Palermo ci sono 150 amministratori con incarichi conferiti. Quanto ai compensi, una cosa è gestire l’amministrazione dinamica di un’impresa che richiede progettualità e rischio, come abbiamo fatto noi fino al 2010, altra cosa è liquidare un’azienda secondo quelle che sono ora le direttive dell’Agenzia per i beni confiscati”.

Le revoche firmate negli ultimi mesi dal prefetto Caruso riguardano alcuni tra i patrimoni più ricchi passati allo Stato, tra cui l’Immobiliare Strasburgo di Vincenzo Piazza. Da qui provengono le decine di appartamenti appena passati al Comune di Palermo o quelli dai quali il Comune potrà iscrivere a bilancio i redditi da affitto da convertire poi come “buoni casa” per i senza tetto. “Un’operazione – dice Caruso – portata a termine dai nuovi amministratori che fino ad ora non si era mai riusciti a fare”.

Sulla vicenda si è espresso pure l’ex PM Ingroia. L’ex magistrato, invitato a Rcv per discutere del futuro degli impiegati del Gruppo G.D.O, che rischia di chiudere i battenti a causa della crisi, ma anche per l’inefficienza dei propri amministratori, ha detto: “Non sempre i Magistrati hanno le competenze per giudicare l’operato degli amministratori giudiziari. Lo Stato interviene sempre nella logica repressiva ma non pensa alla riconversione della fase economica reddituale. Si parla” ha aggiunto “del progetto controlli giudiziari delle aziende sequestrate alla mafia, ma non ancora confiscate, nel senso che bisognerebbe sostituire il gruppo malavitoso di gestione con personale che garantisca non solo la legalità di gestione, ma la continuazione dell’attività lavorativa”.

Sulle competenze o meno degli amministratori giudiziari e sull’idea di sostituirli con dei manager,(Stato permettendo) magari esperti nel settore del marketing Ingroia ha risposto: “Il ruolo degli amministratori deve essere sottoposto al controllo del Giudice Delegato. Occorre un ripensamento del modo in cui lo Stato ha operato fino ad ora. La materia deve essere meglio gestita. La legalità non deve essere per lo Stato solo uno strumento di repressione ma di sviluppo. A fronte di una confisca c’è sempre una realtà economica che non si può distruggere. Infine ha promesso che nelle sedi opportune farà sentire la sua voce per cercare di salvare i posti di lavoro. In buona sostanza. Grigoli aveva costruito e garantito posti di lavoro lo Stato invece sembra disattendere le aspettative dei lavoratori”.