FUORI IL CONSIGLIERE INNAMORATO DEI BOSS

    Con questa petizione ci uniamo a tutti coloro che auspicano la fuoriuscita di Gianbalvo dal Consiglio Comunale. Clicca per scoprire perchè.

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    FUORI IL CONSIGLIERE INNAMORATO DEI BOSS

    Al Sig. Sindaco ed al Presidente del Consiglio di Castelvetrano

    Il consigliere comunale Gianbalvo ha ripreso il suo scranno a Palazzo Pignatelli, dopo l’assoluzione al processo Eden 2, in cui era accusato di essere un fiancheggiatore di Matteo Messina Denaro.
    L’assoluzione, della quale attendiamo la motivazione, certamente non cancella i contenuti delle pesanti intercettazioni in cui Giambalvo, racconta con nostalgia e trasporto i suoi incontri col vecchio capomafia don Ciccio Messina Denaro: “Minchia c'era un profumo di caffè. ‘Entra, Lillo prenditi il caffè', oh zu Cicciu assa benerica, minchia ci siamo abbracciati e baciati, io ogni volta che lo vedevo mi mettevo a piangere perchè... mi smuvia...”
    Con questa petizione ci uniamo a tutti coloro che auspicano la fuoriuscita di Gianbalvo dal Consiglio Comunale e al contempo chiediamo alle autorità competenti di adottare ogni provvedimento possibile al fine di salvaguardare la dignità del Consiglio comunale ed dell'intera comunità di Castelvetrano. Ricordiamo inoltre che le confidenze di Gianbalvo erano fatte al collega consigliere Martino che condivideva e si compiaceva del mancato arresto del boss e oggi coerentemente non ha votato la mozione di deplorazione sottoscritta da 16 consiglieri.
    Di seguito altre intercettazioni illuminanti in cui Gianbalvo si riferisce al superlatitante Matteo Messina Denaro:

    “…Lui nel mentre era andato da mio zio Enzo (il mafioso Vincenzo La Cascia, campiere dei Messina Denaro e sorvegliato speciale nda)”

    “Io non lo avevo riconosciuto a primo acchito, era invecchiato…”

    “…Abbiamo fatto mezz'ora di pianto tutti e due... Lillo come sei cresciuto? Lillò... e io mezz'ora di pianto…”

    In un'altra intercettazione arriva perfino a dire:
    “Se io dovessi rischiare 30 anni di galera per nasconderlo rischierei! La verità ti dico! Ci fossero gli sbirri qua? E dovessi rischiare a mettermelo in macchina e farlo scappare io rischierei. Perche io ci tengo a queste cose”.

    Infine nel commentare con un suo parente la collaborazione di Lorenzo Cimarosa (cugino del latitante arrestato nell’operazione Eden):

    “Minchia se ti racconto l'ultima. Cimarosa collaboratore di giustizia! Lorenzo Cimarosa! Minchia!! E' su internet cose tinti picciotti miei. Tu te lo immagini? Troppo tinta la parte è! Io non capisco più niente...boh...ha detto che in due mesi gli ha dato 60 mila euro a Patrizia per portarli a suo fratello...a tutti consuma chissu... la prima volt se l'è fatta bello sereno la galera e ora si scantà”.

    La “soluzione” ipotizzata lascia senza parole: “Si fussi iè Matteo appena iddu....accussì latitante iè ci ammazzassi un figghiu...e vediamo se continua a parlare...perchè come si fa? Minchia chiuddu di dintra! Ehh iddu docu...tutti possono parlare tranne lui!!”

    “Se lo devono bloccare s'hanna smuovere”.

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