• 08.06.2018 | 
    IN TRIBUNALE A SOSTEGNO DI UN’IMPRESA

    L’ACIPAFS e Rete NoMafie in tribunale a sostegno di una impresa di Floridia (SR) sottoposta a estorsione.

    Si svolgerà lunedì 11 giugno 2018 al Tribunale di Siracusa la seconda udienza del procedimento penale che vede Vincenzo Pizzo indagato per i reati di ricettazione ed estorsione ai danni dell’azienda agricola in territorio di Noto condotta da Maria Aparo, moglie di Salvatore Carruba, fra i fondatori e attuale vicepresidente dell’ACIPAFS, la storica associazione antiracket di Floridia e Solarino.

    Calogero Guida, presidente dell’ACIPAFS, ha annunciato che sarà presente all’udienza assieme ai componenti del consiglio direttivo dell’associazione, per sostenere il collega e mandare un messaggio agli imprenditori del territorio che ancora subiscono passivamente le minacce estorsive.

    Ad assistere i due imprenditori danneggiati ci sarà anche Salvatore Giuffrida, presidente della Federazione Rete NoMafie, di recente costituzione, la quale sta sperimentando con esiti positivi azioni innovative nella lotta alle attività criminali che danneggiano le imprese.

    Siracusa, 8/6/2018
    Rif. 3388135797

  • 07.06.2018 | 
    IL VERO POTERE: LA MASSOMAFIA

    Massomafia è un termine coniato negli anni ’80 da Giuseppe D’Urso, ingegnere fondatore dell’Associazione “I Siciliani” ed esponente di movimenti antimafia.
    Indica il ruolo centrale della massoneria nei rapporti tra le istituzioni e le organizzazioni mafiose. È quel filo sottile che unisce il mondo illegale con il mondo istituzionale.
    Precisamente D’Urso sosteneva che “le mafie non sono solo una patologia tipica delle Regioni del Sud Italia, ma un vero e proprio braccio armato di un regime di malaffare, un male endemico diffuso e istituzionalizzato, protetto e organizzato su basi ben precise, espressione di una parte consistente della classe dirigente locale e nazionale”.
    Una serie di interconnessioni tra i vari poteri: la magistratura, le istituzioni, l’imprenditoria e la stampa che hanno come collante la massoneria ivi, in logge deviate, si incontrano le varie parti per trattare, aggiustare processi, indirizzare l’informazione e la piccola e grande economia nazionale

    di Marisa Denaro da ANTIMAFIADUEMILA

    La mafia che penetra nei circoli massonici non è una cosa nuova, in passato il boss Bontate, al giorno d’oggi Messina Denaro hanno frequentato logge massoniche. La possibilità di entrare in contatto con la classe dirigente sia locale che nazionale e persino con l’alta finanza internazionale, fa gola a chi ha ingenti capitali da ripulire.
    Così ci si ritrova con la classe dirigente ed élite criminale unite nella gestione della cosa pubblica persino a promulgare leggi ad hoc arrivando ad un punto tale da non riuscire più a distinguere chi è mafioso e chi è il complice esterno.
    L’evoluzione delle mafie passa attraverso una capacità imprenditoriale in grado di inserirsi nei vari settori riuscendo a manovrare istituzioni ed imprese.
    Se dapprima si poteva parlare di una simbiosi mutualistica tra mafia e i vari settori che operano nel nostro paese, grazie alla crescente complicità dei colletti bianchi, si è formata una entità unica.
    Colpire l’intera massomafia non è cosa semplice poiché le normative a disposizione della magistratura, sono irrisorie: le pene per corruzione e voto di scambio non sono adeguate alla portata dei crescenti reati che vengono denunciati e registrati ogni anno.
    La corruzione si annida nei gangli della politica e delle istituzioni a tal punto che, sussiste un sentimento di silente accettazione, dovuta anche alla certezza che i pubblici ufficiali che commettono tale reato, non siano puniti con pene esemplari.
    Di voto di scambio si inizia a parlare dopo la strage di Capaci…SEGUE

    La foto è tratta dalla copertina del libro MASSOMAFIA di Andrea Leccese

  • 31.05.2018 | 
    ANCHE A CASTELVETRANO SI PUO’ FARE?

    Sottoscritto protocollo di intesa fra LiberoFUTURO e l’Istituto Comprensivo “L. Radice Pappalardo” per la realizzazione di attività di sensibilizzazione e informazione in tema di legalità e lotta alla mafia.

    Ieri, 30 maggio, di fronte ad una platea di cento studenti dell’Istituto Ferrigno di Castelvetrano, si è svolto un interessante dibattito sui vari temi della lotta alla mafia. L’incontro promosso dal Rotary e da LiberoFUTURO è iniziato con i saluti della dottoressa Buffa e della professoressa Barone.

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    In apertura, anche per onorare la memoria di Falcone e Borsellino uccisi a maggio e luglio del 92, è stato proiettato il video “Lettera al caro mafioso” realizzato da LiberoFUTURO a sostegno del Magistrato Di Matteo.
    La Dott.ssa Zizzo ha svolto un interessante intervento sulle modificazioni avvenute negli anni nel modo di vivere e di pensare dei mafiosi e delle loro famiglie. Se in passato la mafia tendeva a differenziarsi dal resto della società civile adottando un suo codice di comportamento, oggi, invece, tende a confondersi col resto della società facendo propri comportamenti che in passato non accettava o addirittura abborriva.
    Colajanni ha raccontato l’esperienza del consumo critico NOPIZZO che coinvolgendo di decine di migliaia di consumatori riesce a far diventare di massa la rivolta degli imprenditori che denunciano e che in passato, però, restavano spesso isolati. In particolare ha rivolto un invito ai docenti e soprattutto agli studenti a mobilitarrsi insieme all’associazione per sensibilizzare e coinvolgere amici e parenti.
    Clemenza ha descritto le varie forme e modalità di estorsione in uso nel trapanese ed ha spiegato quanto sia fondamentale sensibilizzare alla denuncia gli imprenditori ma anche il resto della società civile. Ha parlato dell’impegno repressivo dello Stato ma ha anche spiegato che senza il pieno coinvolgimento dell’intera società la mafia non sarà mai sconfitta.
    La Grassa ha invece parlato dell’impegno profuso dal CRESM, che lui precede, ma anche da Libera e dalla rete di imprenditori legati a LiberoFUTURO per la sana e produttiva gestione dei beni sottratti alla mafia. Ha fornito le cifre relative al valore dei beni confiscati in provincia di Trapani e ha detto che se si riuscise a metterli tutti a valore si potrebbero ottenere un’enormità di posti di lavoro in un quadro di economia sana.
    Infine come è ormai prassi negli incontri organizzati da LiberoFUTURO e NOMAFIE è stata presentata la nuova app Prìmere suscitando l’interesse sia degli studenti che dei docenti.

    Nostri precedenti:

    CONVEGNO ANTIMAFIA A CASTELVETRANO

    UN’APP PER ESSERE TUTTI PIU’ SICURI E RESPONSABILI

  • 29.05.2018 | 
    CONVEGNO ANTIMAFIA A CASTELVETRANO

    Mercoledì 30 maggio a Castelvetrano il Rotary e LiberoFUTURO hanno organizzato un convegno all’Istituto Ferrigno sul tema del ruolo di tutti i cittadini responsabili nella lotta alla mafia. Si parlerà di consumo critico NOPIZZO, di gestione dei beni confiscati e sarà anche presentata la nuova APP Pìmere che consente di allertare istantaneamente e con due semplici click il 112 (Numero unico europeo).

    Da Castelvetrano_Selinunte

    “Legalità come educazione alla normalità: testimonianza di impegno contro la mafia” Mercoledì 30 maggio alle ore 11.00 presso l’Aula Magna dell’ISSTP G.B.Ferrigno di Castelvetrano, per iniziativa del Rotary Club Castelvetrano Valle del Belice in collaborazione con l’Associazione LiberoFUTURO di Castelvetrano, si svolgerà il Convegno dal titolo “Legalità come educazione alla normalità: testimonianza di impegno contro la mafia” nell’ambito del progetto del club service castelvetranese “Consumo responsabile”.

    L’idea che ha accomunato gli organizzatori dell’evento è basata sulla convinzione che la lotta alla mafia debba possedere un carattere culturale, prima ancora che di carattere repressivo, bisogna infatti educare le menti dei giovani ed inculcare in loro la convinzione che il contrasto alla malavita organizzata sia dovere di ogni cittadino, di conseguenza la scelta di realizzarlo all’interno di una scuola a beneficio di studenti. A conclusione del convegno verrà presentata l’App “Primere” 112 Unico Europeo del Ministero dell’Interno, un’app gratuita per dispositivi telefonici che consente ad utenti registrati di segnalare in tempo reale un reato specifico o di inviare un alert generico con una localizzazione puntuale anche nei casi in cui il chiamante non sa o non è in grado di dire dove si trova.
    Un altro appuntamento che conferma l’attenzione dei cittadini castelvetranesi ai temi della legalità e del contrasto alla malavita organizzata.

  • 23.05.2018 | 
    RICORDANDO FALCONE

    Ricordando Falcone e non solo lui. Oggi 23 Maggio alle ore 21,30 presso il teatro Rivoli di Mazara del Vallo andrà in scena la pièce teatrale “Come Fratelli” di Giovanni Libeccio con la regia di Piero Indelicato.
    “Come fratelli”, atto unico in tre quadri, evidenzia come la mafia si muove con tanta efferatezza colpendo chi non rispetta le violente regole interne.
    Su questa linea si muove la trama di “Come fratelli”. Sul palco, oltre a Giovanni Libeccio, ci saranno Gaspare Di Stefano e Alessandra Falanga che interpreteranno rispettivamente Salvo, Andrea (suo amico fraterno) e Lara (moglie di Salvo nonché sorella di Andrea).
    Il debutto della pièce teatrale sarà il 23 Maggio in memoria di Giovanni Falcone a 26 anni dalla strage di Capaci.

    Il regista Piero Indelicato ha messo su un’attività teatrale finanziata con i fondi anti usura. Piero Indelicato è infatti un imprenditore di Mazara del Vallo, vittima di usura che ha deciso di destinare l’aiuto ricevuto dallo Stato al teatro.
    Il 23 Maggio, saranno numerose le autorità presenti all’evento e non mancheranno momenti di riflessione con ospiti che racconteranno le loro storie in un territorio difficile come quello della provincia di Trapani.

    A sposare l’iniziativa della serata anche L’Avis provincia di Trapani, la Lega Navale (sezione Mazara del Vallo), il Comune di Mazara del Vallo, l’associazione Libera (sezione Trapani), l’associazione Libero Futuro (sezione Trapani) e l’associazione antiracket “Io non pago il pizzo… e tu?” (sezione Mazara del Vallo).

    Da Partannalive

  • 19.05.2018 | 
    AIUTIAMOCI, FACCIAMO SQUADRA

    Borrometi, giustamente, reaggisce duramente all’ennesimo tentativo di falsificazione della realtà de parte del legale che difende il boss Giuliano accusato di aver ordinato un attentato a suo danno. Noi accogliamo l’invito di Borrometi e ci impegniamo a sostenerlo e non lasciarlo solo.

    Il post di Borrometi nella sua pagina Facebook
    Adesso basta, sono stato in silenzio ma davanti alle menzogne devo parlare!
    Sono stato in silenzio, con il mio dolore e la mia paura, per tanto tempo, continuando a fare solo il mio lavoro. Ho pensato che il silenzio fosse la migliore delle strade, ma davanti alla falsificazione della realtà non posso che reagire pubblicamente.
    Non ho replicato alle parole di chi, difendendo il capomafia Salvatore Giuliano (quello che per gli Inquirenti avrebbe ordinato il mio attentato), mi insultava e tentava di farlo passare come vittima.
    Peccato che si dimenticava di dire come Giuliano sia stato condannato per mafia, oltre che per tanti altri reati, e sia stato in galera per oltre venti anni (e che ha un processo per minacce di morte nei miei confronti, tentata violenza privata, aggravata dal metodo mafioso).
    Sono stato in silenzio quando un giornale online siracusano (il cui direttore è uscito da poco dagli arresti domiciliari) mi attaccava, pubblicando scritti di un capomafia, Alessio Attanasio, al carcere duro ed in isolamento (come fanno ad averli prima loro dei diretti interessati?).
    Sono stato in silenzio, perché io ho fiducia nella Giustizia.
    È questo un difetto?
    Se fidarmi degli inquirenti e dei magistrati è un difetto, mi accuso: ho questo grande difetto.
    Oggi, però, non posso più rimanere in silenzio.
    L’ennesimo comunicato stampa di avvocati di pregiudicati, tenta di stravolgere la realtà.
    Il Tribunale de Riesame di Catania ha, purtroppo, confermato il tentativo del gravissimo attentato con un’autobomba nei miei confronti e nei confronti della mia scorta.
    Addirittura, cito testualmente, si dice che “sono accertati i contatti tra Giuliano ed il clan Cappello” per la realizzazione dell’attentato.
    Forse per qualcuno il vero problema è che io non sia ancora morto, che sono vivo e continuo a scrivere.
    Non rimango in silenzio questa volta, visto che parliamo non della mia (sola) vita, ma di quella di 5 persone della mia scorta, delle loro famiglie, dei nostri affetti, e non accetto che qualcuno continui con questo “mascariamento”.
    Adesso basta.
    I boss mi vogliono morto, e qualcuno vorrebbe aiutarli, isolandomi.
    Mi affido, ancora una volta, a Voi.
    Aiutatemi, aiutiamoci: solo facendo squadra potremo uscire da questo inferno, perché nella nostra Terra i simboli sono tutto e non si può più rimanere in silenzio.
    Paolo Borrometi

    Nostri precedenti:

    ANCORA MINACCE A BORROMETI
    BORROMETI… UNO DI NOI

  • 18.05.2018 | 
    MONTANTE E IL MONDO DEGLI ONESTI

    Il Giudice Mario Conte, in riferimento al caso Montante, scrive preoccupato sull’attitudine di molti a mettere sotto accusa l’intera antimafia anche se a sbagliare sono soltanto alcuni. Noi, che l’antimafia concreta la facciamo quotidianamente, condividiamo questa sua preoccupazione e diciamo di più. Chi ha deciso che Montante era un antimafioso “autentico”? Noi , ad esempio, non lo abbiamo mai pensato e con lui in particolare non abbiamo mai avuto rapporti. A deciderlo è stata Confindustria che non ha saputo resistergli, sono state quelle istituzioni che lo hanno accreditato nominandolo addittura quale membro dell’Agenzia dei Beni Confiscati, sono stati quei politici che si sono fatti condizionare da lui e soprattutto sono stati quei giornalisti che probabilmente lui pagava per non avere rotti i… Sono proprio questi giornalisti che oggi pensano di mettere sotto accusa anche chi la lotta alla mafia la fa sul serio, con deizione e coraggio, dentro le istituzioni o nella società civile. Quelli che il dott. Conte definisce “mondo degli onesti”.

    Da Il Gazzettino di Sicilia
    Il giudice Conte: “Lasciamo da parte il caso Montante e spieghiamo ai giovani il mondo degli onesti”

    dott. Mario Conte
    Cerco di riordinare un attimo le idee e provo a dire la mia sulla vicenda Montante, ben consapevole della delicatezza del tema e soltanto perché so che del procedimento si occupa una diversa autorità giudiziaria.

    E lo faccio solo perché in questi giorni si è assistito alla consueta fiera di quelli che, festanti ed orgogliosi di aver trovato l’ennesimo paladino falso dell’antimafia, cercano di propagandare la drammatica idea che siccome pure quelli che fanno l’antimafia fanno schifo, in fondo è meglio soltanto criticare tutto e tutti e fare di tutta l’erba un fascio, continuando a fare i leoni della tastiera e lasciando andare sempre più a catafascio la nostra società, tanto i problemi se li sbrigheranno i giovani.

    Ed è esattamente quello che io combatto, da sempre e con convinzione.

    Purtroppo non si può avere la sfera di cristallo e vedere nella mente di chi porta avanti determinante idee ed azioni quale è il suo reale fine.

    Perché disgraziatamente la mente umana è fin troppo contorta e furba e molti, direi anche troppi, usano determinate funzioni per apparire e fare il contrario di ciò che predicano.

    E gli errori di dare fiducia, inconsapevolmente, a gente che non lo merita li commettiamo tutti e tutti i giorni.

    Non conosciamo mai bene neanche le persone che rappresentano i nostri affetti più cari, figuriamoci chi abbiamo appena incontrato qualche volta.

    Ed è proprio per questo che dobbiamo spiegare ai giovani.

    Che nella vita non è la funzione a fare le persone ma esattamente il contrario.

    Ciò posto, credo che nella vita sia ancora peggio utilizzare i limiti degli altri come alibi per continuare a non fare nulla, ben consapevoli che gli unici che pagheranno questo infinito degrado e questa drammatica situazione saranno i nostri figli.

    Quindi, quando si verificano eventi tragici come questi, bisogna soltanto rimboccarsi le maniche e moltiplicare il nostro impegno quotidiano per cercare di spiegare ai giovani che le mele marce esistono dappertutto, ma che questo non deve far pensare che tutta la società è bacata, perché ci sono tante persone giovani ed oneste che aspettano soltanto di trovare delle guide per portare avanti le loro idee sane.

    In una parola sola, dare fiducia.

    Perchè è fin troppo facile seminare discredito e qualunquismo, restando beatamente seduti in poltrona ed ancora più inutile e vacuo – come diceva una persona di cui tra poco ricorderemo, tra le consuete polemiche inutili, la scomparsa – lamentarsi, piuttosto che rimboccarsi le maniche ed agire.

  • 17.05.2018 | 
    DOSSIER DI MONTANTE SU BOLZONI

    Si susseguono da giorni notizie inquietanti sul sistema di potere messo in piedi da Montante e dai suoi sodali.

    Fortunatamente l’azione della Magistratura ha scoperchiato un verminaio che molto probabilmente porterà a condanne esemplari. La notizia del dossier su Bolzoni la dice lunga sul modus operandi di chi evidentemente non tollerava ostacoli sul proprio cammino.

    Siamo solidali con Attilio Bolzoni e vicini ai Magistrati che non si sono lasciati intimorire da un gruppo di potenti senza scrupoli.

    Da Articolo 21
    Nel polverone alzato con l’arresto di Antonello Montante, ex presidente di Confindustria Sicilia, e con il coinvolgimento di grossi nomi, dalla politica alla magistratura ai servizi, è sfuggito anche agli osservatori più attenti dello stato del giornalismo italiano una storia definibile, come minimo, inquietante.

    Tra le decine, centinaia di dossier che sarebbero stati ritrovati in casa Montante uno ha di certo il sapore dell’intimidazione, se non di uno sperato (e non realistico) ricatto. Riguarda Attilio Bolzoni, giornalista di Repubblica, e prima ancora de L’Ora di Palermo, da sempre sulle tracce delle mafie, prima fra tutte Cosa Nostra, fino alle storie più recenti della Capitale.

    Bolzoni è stato indagato, per quanto risulta, da quel 9 febbraio 2015 quando firma, con il collega Francesco Viviano, un articolo su Montante indagato a Caltanissetta e a Catania, poi si saprà per concorso esterno in associazione mafiosa. E’ stato effettuato un “accesso” al sistema centrale del ministero dell’Interno per verificare i suoi carichi pendenti, è stato sottoposto a un controllo fiscale e anche a una “lettura” dei suoi conti correnti. E’ stato perfino pedinato fin nella sua vita privata, con riferimenti precisi a fatti e persone che irrompono nella tranquillità dei legami familiari e, quindi, mettono indirettamente a rischio gli affetti del giornalista.

    Non solo. Lo stesso Bolzoni riferisce oggi su Repubblica che nell’archivio nascosto nella casa dell’ex vice presidente con delega alla legalità di Confindustria nazionale, è stato ritrovato un foglio anonimo, datato novembre 2015, quindi nove mesi dopo il suo primo articolo sulla vicenda Montante, che accusava il giornalista di essere lui stesso membro della mafia, immaginiamo per alzare un velo di sospetto e delegittimare i suoi articoli (proseguiti fino ad oggi) che ricostruivano le vicende di Confindustria Sicilia, seguendo le tracce fino a Roma….SEGUE

    Rassegna stampa

    Da Antimafia Duemila

    Caso Montante, il silenzio imbarazzato dei palazzi

  • 17.05.2018 | 
    RICORDANDO IL 23 MAGGIO

    Falcone e Borsellino: Il ricordo dei ragazzi delle scuole Di Salaparuta e Poggioreale.

    Oggi, 17 maggio 2018, presso la sala consiliare di Salaparuta le due Amministrazioni comunali di Salaparuta e Poggioreale, con la collaborazione dell’associazione antiracket LiberoFUTURO hanno tenuto un incontro con i ragazzi delle scuole medie delle due comunità.

    Erano presenti i rappresentanti delle Forze dell’ordine, numerosi insegnanti e anche assessori e consiglieri delle due amministrazioni.

    A testimoniare l’esperienza della denuncia degli estortori vi erano due imprenditori che con il sostegno dell’associazione hanno compiuto il percorso della liberazione dalle vessazioni mafiose.

    Infine LiberoFUTURO ha illustrato ai ragazzi il funzionamento dell’App gratuita Primere che consente ai cittadini di allertare con due semplici click il 112 in caso di emergenza (furto, violenza, rapina, incidente ecc).

    Durante l’assemblea, presieduta dal Sindaco Saitta, si è parlato delle attività antimafia di LiberoFUTURO, di consumo critico NOPIZZO, di gestione dei beni confiscati e di legalità in generale.

    Molti gli interventi degli amministratori presenti, dei consiglieri e degli insegnanti. Molto toccanti le due testimonianze di Nino Giuliano di Palermo e Gaspare D’angelo di Castellammare del Golfo. I ragazzi delle scuole, che avevano elaborato loro disegni e cartelli sui temi della violenza e della solidarietà hanno fatto molte domande dimostrando un livello di attenzione notevole e soprattutto grande sensibilità.

    Comunicato stampa delle due Amministrazioni comunali e di LiberoFUTURO.

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  • 16.05.2018 | 
    AVIS E LiberoFUTURO INSIEME

    Domenica, 13 Maggio 2018, l’Avis Comunale di Santa Ninfa ha festeggiato i “40 anni” dalla sua Fondazione. Durante l’evento è stato presentato il protocollo di intesa fra l’AVIS provinciale e LiberoFUTURO che prevede la collaborazione delle due associazioni nelle attività di divulgazione della cultura della solidarietà che è il fondamento della loro missione.
    Il Presidente dell’Avis Provinciale Trapani Francesco Licata e il Presidente di Libero Futuro associazione antiracket “Libero Grassi” prov. di Trapani Dott. Nicola Clemenza, hanno stipulato un protocollo d’Intesa per una collaborazione fra le due associazioni per la divulgazione della cultura del dono del sangue e la divulgazione della cultura della legalità. La firma è stata apposta a margine della manifestazione dei festeggiamenti del 40^ Anniversario dell’Avis comunale di Santa Ninfa alla presenza di tutti i presidenti delle Avis comunali della prov. di Trapani, del Presidente regionale Avis Sicilia dott. Salvatore Mandarà, del presidente dell’ Avis Provinciale di Palermo Avv. Calafiore, del sindaco di Santa Ninfa dott. Giuseppe Lombardino, del presidente del CeSvop di Palermo Dott.ssa Giuditta Petrillo, del presidente CoGe Sicilia dott. Vito Puccio, del direttore del Centro Trasfusionale di Trapani dott. Renato Messina e di tutti i partecipanti della comunità santaninfese presenti.
    Il protocollo è stato annunciato dai due presidenti con un scambio di magliette delle associazioni che rappresentano, per mettere il sigillo simbolico alla collaborazione per la divulgazione di valori condivisibili sanciti dalla Costituzione Italiana, convinti che collaborando in sinergia si potrà sicuramente contribuire in maniera significativa per mettere un tassello in più nel “Puzzle” di una società migliore.
    Francesco Licata e Nicola Clemenza

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    Dal sito web dell’AVIS:

    Durante la manifestazione è stata inaugurata l’opera di arte pubblica: “LIFE, passato, presente e futuro”, ideata dall’artista Peppe Zummo.
    La presenza alla manifestaione di Santa Ninfa del sindaco della città dei presidente dell’Avis Regionale Sicilia e Provinciale di Trapani e di tantissime altre autorità intervenute hanno tracciato un percorso di solidarietà e di altruismo.
    I traguardi raggiunti in questi lunghi anni, l’esempio che ha costituito nel territorio grazie al gesto donazionale di soci e volontari, saranno celebrati attraverso l’inaugurazione dell’opera d’arte “Life – Passato, presente e futuro” ideata dall’artista Peppe Zummo.
    L’ opera che ha illuminato l’intera piazza ed ha trasmesso valori ed emozioni all’intera comunità belicina, con un significato particolare che ricopre, dopo 50 dal terremoto. L’albero della vita con i vasi sanguigni che costituiscono linfa vitale per ogni singolo individuo, al significato più astratto e spirituale come la crescita e la speranza. (segue nel sito AVIS)